I bramiti all’Alpe Veglia

PARTENZA: San Domenico VCO (1420 m) – Arrivo seggiovia Alpe Ciamporino (1975 m)
ARRIVO: Alpe Veglia (1760 m)
DIFFICOLTA’: E
DISLIVELLO: 100 m in salita (660 m senza seggiovia)– 300 m in discesa
TEMPO DI PERCORRENZA: 1h30 per raggiungere la piana utilizzando la seggiovia (3h00 salendo a piedi).
QUANDO: da fine settembre alla prima metà di ottobre.
PERCHE’: per entrare in contatto con i bellissimi animali della piana e per l’ambiente suggestivo e intatto.
Nelle notti tra la seconda metà di settembre e i primi quindici giorni di ottobre nelle valli delle nostre alpi riecheggiano potenti i richiami dei cervi in amore. Sono i bramiti: un incrocio tra un ruggito ed un muggito udibile a grandi distanze dal tramonto fino alle prime luci dell’alba. Con questi insoliti e cupi canti d’amore i grossi maschi d cervo si sfidano per conquistare i luoghi delle valli con il più alto numero di femmine disponibili alla riproduzione. I bramiti lasciano di sasso tutti coloro che li ascoltano per la prima volta, magari nel buio di una foresta di conifere o al limite dei pascoli di media quota delle nostre montagne.
Il Parco naturale Veglia Devero è uno dei luoghi dove è più semplice vivere questa esperienza unica. L’Alpe Veglia, con il suo ambiente incontaminato e mantenuto vivo da una vivace comunità che la abita per tutto il periodo estivo, regala anche stupendi panorami, incorniciati dalla maestosa silouette del Monte Leone: il re delle Alpi Lepontine. La sua parete sud sovrasta l’intera valle e nelle notti serene con la luna piena illumina tutti gli alpeggi ai suoi piedi.
Il percorso che porta alla Piana del Veglia che qui proponiamo è quello in quota che parte dall’Alpe Ciamporino (1975 m) e che porta nei pressi del Rifugio CAI Città di Arona.
Dall’arrivo della seggiovia il sentiero gira subito a sinistra e scende dolcemente attraversando sui prati e passando nelle vicinanze degli impianti da sci. In poco tempo raggiungeremo dei bellissimi larici e quindi ad una cava di calcare abbandonata.
Superata una passerella in legno (con delle catene inutili quanto ridicole) si scende di quota fino a superare in piccolo torrente in questo periodo sempre secco. Da qui si può godere della vista spettacolare del Pizzo Diei e dell’estetica punta del Monte Cistella guardando in direzione dell’Alpe Ciamporino.
Inizia ora il tratto più faticoso di tutto l’itinerario: una ripida salita su gradoni ci porta fino alla cappelletta di San Silvestro. Ottimo posto per fermarsi a riposare un attimo e per rifocillarsi con il Leone sullo sfondo. Acqua nelle vicinanze.
Si riprende a scendere dolcemente camminando lungo il sentiero che corre sulle praterie d’alta quota: alla nostra sinistra lo strapiombo di 400 metri con la forra del torrente Cairasca è impressionante. Attenzione a non seguire le tracce che portano verso destra!
Arrivati ad una gobba erbosa con il cartello dell’inizio parco Veglia Devero finalmente siamo in vista dell’Alpe. Le prime abitazione ad apparire sulla sinistra sono quelle di Ciànciavero. Bellissime e tipiche costruzioni interamente in pietra ancora oggi abitate tutt’estate perfettamente conservate. Ora la discesa si fa marcata e si entra di nuovo nella pecceta di larici. Tra ottobre e novembre questi alberi bellissimi cambiano colore sfumando dal verde acceso al giallo fino al rosso prima di perdere gli aghi per l’inverno: lo spettacolo cromatico è sicuramente una delle visioni più belle delle nostre montagne.
Il sentiero ora ci porta ad attraversare La Balma, altro caratteristico abitato dell’Alpe Veglia ristrutturato da pochi anni. Dalle prime abitazioni si puntano le altre case che sorgono sotto un grosso masso con una evidente spaccatura e costeggiandolo alla sua sinistra si scende fino alle bellissime Cascate del Rio Frua. Da qui si prede la strada sterrata che fa il giro ad anello dell’alpe e seguendola verso destra si arriva fino al Rifugio Città di Arona. Per chi ha deciso di fare solo il giro dell’Alpe e godere della pace e dell’ambiente fantastico di queste montagne la giornata può continuare visitando le fonti dell’acqua ferruginosa (30 minuti dal rifugio) facilmente raggiungibili seguendo i cartelli lungo la strada. Oppure visitare il lago delle Streghe e l’abitato di Ciànciavero facendo il giro ad anelo lungo la carrozzabile.
Per chi invece vuole provare l’esperienza di avvicinare i cervi e di vivere da vicino la natura è necessario attendere l’imbrunire. Infatti è proprio alla fine del giorno che i maschi più grossi scendono fino ad arrivare ai confini delle foreste di larici e sui grandi prati emettendo richiami sempre più forti e profondi. Le zone migliori per osservare gli ungulati sono le radure vicino al rifugio e lungo il sentiero che porta verso la Bocchetta di Aurona.
Visto che l’osservazione può durare parecchio tempo conviene prenotare un posto letto al rifugio molto accogliente e approfittare per gustare i piatti tipici della cucina ossolana:gnocchetti, cervo, capriolo, formaggi locali e molte altre prelibatezze. Potrete così scendere a San Domenico il giorno seguente utilizzando anche le ore prima dell’alba ( tra le quattro e le sei di mattina) per una nuova “caccia” che a quest’ora è sempre molto proficua. Chi ha ancora energie può completare la visita salendo al Lago Bianco (1h00 dal rifugio) oppure al Lago di Avino (1h30 da Ciànciavero). La discesa all’auto si effettua per lo stesso sentiero della salita in circa 1h40 (fino alla seggiovia).
Note: esiste una strada sterrata che parte dai parcheggi di Ponte Campo e porta a destinazione in circa un’ora senza prendere i mezzi a fune. Questo è l’accesso “normale” alla Piana ma attualmente un’ordinanza del sindaco vieta il transito a chiunque a causa di una frana non stabilizzata che minaccia la strada. Chiunque decida comunque di utilizzare questa via d’accesso lo fa a suo rischio e pericolo e contravviene comunque all’ordinanza.
Il costo degli impianti di risalita è di € 8 A/R. Prima corsa h 8:30 – Ultima corsa h 16:30
Durante il periodo dei bramiti Uominemontagne.com organizza visite guidate su prenotazione per tutte le capacità. Per maggiori informazioni potete contattare Enrico Giammaria al 3498325693 o scrivendo a info@uominiemontagne.com.
Raggiungere San Domenico:
In auto: con la A26 Genova - Gravellona Toce e poi seguendo la SS33 del Sempione, in direzione del confine di stato, raggiungere Varzo. Da qui si abbandona la statale e si comincia a salire seguendo le indicazioni per San Domenico dove è possibile lasciare l’auto.
Con i mezzi pubblici: da Milano raggiungere in treno Domodossola e quindi con la linea per Briga o il bus sostitutivo raggiungere Varzo. La tratta Varzo - San Domenico è servita dal Servizio di navette Prontobus.
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September 21st, 2007 at 9:07 am
Ciao a tutti!
Il Rifugio CAI Città di Arona chiuderà ufficialmente la stagione 2007 domenica 14 Ottobre con la festa del CAI.
Per chi volesse comunque visitare la piana successivamente c’è la possibilità di pernottare nel rifugio invernale (molto bello, comodo e pulito: manteniamolo così!!)
Per la salita alla piana NON sarà possibile utilizzare gli impianti fino all’Alpe Ciamporino. Se decidete di percorrere la strada consorzile [ andando contro l'ordinanza del sindaco
] fate attenzione alla frana che in caso di pioggia può muoversi.