Vuoi la pace? Pedala!
October 17th, 2008Della serie non esistono solo le escursioni a piedi. Domenica 19 Ottobre 2008 per tutto l’hinterland milanese è possibile fare una biciclettata per la pace. Per maggiori informazioni consultate il sito Pace in Comune.
Itinerari nel Web
September 10th, 2008Osservatorio fulmini Volete vedere dov’è appena caduto un fulmine? La prima volta che c’è¨ un temporale dalle vostre parti controllate se funziona e fatemelo sapere!
Percorsi e segreti La manifestazione è passata da un pezzo, però il sito può essere utile per trovare qualche spunto per una gitarella fuoriporta (per i milanesi)
Segnaletica CAI per i sentieri Qui potrete trovare un elenco dei principali simboli usati dal CAI per indicare i sentieri. Sinceramente il simbolo che indica la vicinanza di una fonte d’acqua non l’ho mai visto.
K2 - Sogno vissuto
December 11th, 2007
TITOLO: K2 -Sogno vissuto
AUTORE: Mario Fantin
EDITORE: Nordpress Edizioni
ANNO: prima edizione 2003
PAGINE: 320
FOTO: B/N
PREZZO: 25,00€
RECENSIONE
Il diario di Mario Fantin, fotografo ed operatore video della mitica spedizione che conquistò per prima la vetta del K2.
Nel racconto vengono toccati tutti gli aspetti dell’avventura: dai momenti di gioia a quelli di profonda tristezza per la scomparsa di Mario Puchoz, dai commenti sulle strane abitudini dei portatori alle difficoltà nel compiere quelle che sono le piccole operazioni quotidiane.
Il cuore del libro sono le foto in bianco e nero che hanno immortalato tutti gli attimi di quella spedizione. Potrete ammirare l’imponenza delle vette, i volti degli alpinisti segnati dal sole e dal vento ma sorridenti, la gente dei paesi attraversati durante l’avvicinamento, le tende sommerse dalla neve e gli immensi spazi e panorami che solo quelle altitudini possono offrire.
Il racconto di un sogno vissuto, appunto, che farà sognare anche voi.
Questo libro è acquistabile sul sito Nordpress Edizioni.
Cose grosse avvengono in Valtrebbia: arrivano le dighe sul Trebbia, ultimo fiume pulito
November 27th, 2007
Si lancia un imponente progetto per sbarrare Trebbia e affluenti. Ma per questa bella valle dell’Appennino in molti vorrebbero un altro destino.
Un brutto sogno si sta avverando. Si lanciano progetti per una pesante infrastrutturazione nelle valli del Trebbia, dell’Aveto e del Nure, in provincia di Piacenza. Tra le zone più intatte dell’Appennino Settentrionale. I fatti: due grandi sbarramenti, uno in località Losso, alta Val Trebbia, uno vicino a Ruffinati, in Val d’Aveto, principale affluente del Trebbia. A corollario, altri impianti lungo il Nure, altro importante corso d’acqua della provincia di Piacenza, e torrenti minori (precisamente Grondana, Gramizzola, Ronchignasco). Significa mettere nei tubi la maggior parte del flusso di questi corsi d’acqua, salvo un “minimo vitale” risibile. Sono interessati almeno una quarantina di chilometri di fiumi: un’opera ingente, di forte impatto. Questi tratti fluviali sono senza discussione tra i più integri dell’intero nord Italia, un miracolo che si siano conservati paesaggi quasi pre-storici nella loro originalità. Gole, meandri, curve sinuose attraverso boschi senza confini. Posti da intenditori, di escursionisti che scendono al fiume a fare il bagno, un raro bagno in acque pulite a poco più di 100 km da Milano, di canoisti che scivolano lungo le stesse acque. E poi pescatori, fotografi, appassionati di natura, di silenzi. Il valore aggiunto portato da queste anse verdi, da queste montagne dove sono tornati i rapaci, è un valore che sembra aumentare di anno in anno, come il vino buono nelle botti. Certo, ci dicono che abbiamo bisogno di energia, e quella idroelettrica è energia rinnovabile, “verde”. Si afferma che grazie alle dighe la Valtrebbia avrà una fonte d’energia pulita, locale. Ma a quale prezzo? Vorrei far presente l’altra faccia della medaglia: che la costruzione delle dighe porterà prima di tutto cemento, camion e strade; che il movimento economico legato ai lavori prenderà altre vie, essendo le società coinvolte di fuori Piacenza; che l’energia prodotta sarà comunque poca, visto il limitato dislivello a disposizione. L’invaso del Brugneto (realizzato a monte delle opere in progetto negli anni ’60) non è mai servito a regolare le portate a valle, anzi ha creato annose discussioni, questioni, imbrogli su quei pochi chilowatt che produce.
Ma per ultimo il fatto principale: una volta imbrigliati, Trebbia, Aveto e Nure diventeranno fiumi come gli altri, la zona perderà la sua caratteristica principale, la sua aura magica. E della valle che decantò anche Hemingway resterà un triste solco cementificato e banale, come tanti sotto i nostri occhi.
Oggi c’è chi vuol far qualcosa di sottrarre questi fiumi al loro destino, è nato un eterogeneo e attivo gruppo di critica contro i progetti idroelettrici, e la discussione procede sia in pubbliche assemblee sia attraverso il sito www.notube.it. E lungo il Trebbia si annuncia battaglia…
Valentina Scaglia
Milano
Trekking LAB English Version